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BUSINESS ANALYTICS PER CAPIRE IL FUTURO


Pubblicata il: 19/01/2018

Prosegue con il numero di Dicembre - Gennaio 2018 sulla rivista Youtrade la rubrica IMPRESE 4.0, dedicata alle aziende del comparto edilizio.

Sulla rivista Youtrade di Dicembre - Gennaio 2018, proseguono gli approfondimenti del Centro di Consulenza Aziendale NAV-lab nella rubrica "IMPRESE 4.0".

Nell'articolo "Business Analytics per capire il futuro", Giuseppe Re, della Direzione NAV-lab, CEO e General Manager di Soluzioni EDP, parla degli inevitabili cambiamenti che avvengono anche senza che ce ne rendiamo conto, sia nella sfera personale, ma anche in quella lavorativa aziendale. In particolare nelle aziende emerge che l'analisi della gran mole di dati a disposizione , se condotta con i nuovi modelli matematici predittivi, e con la consulenza di esperti in materia, può generare valore nel gestire al meglio gli eventi futuri.

Di seguito l'articolo:

""E’ ormai un dato di fatto: tutti noi viviamo, senza quasi che ce ne rendiamo conto, in modo sempre più connesso. Lo siamo nella vita professionale e nella vita privata.
La connessione si sta estendendo anche a tutto ciò che ci circonda. L’Internet of Things, IoT, sta prendendo sempre più piede, gli oggetti stanno diventando via via più “intelligenti”, con crescente possibilità di interconnessione e capacità di comunicazione di dati propri e di accesso ad informazioni aggregate da altre fonti. Le “cose” possono essere oggetti di varia natura come dispositivi, apparecchiature, impianti e sistemi, materiali, beni, macchinari, attrezzature. Gli esempi e i benefici che ne possiamo trarre, sono infiniti.

Che lo vogliamo o no, tutti noi siamo entrati nell’era della trasformazione digitale.

La digitalizzazione ci impone, nei fatti, di riconsiderare radicalmente il nostro modo di pensare ed agire non solo nella sfera privata, ma soprattutto in quella professionale. Infatti inizialmente l’interconnessione si limitava a quella tra persone, poi con l’IoT si è aperta l’interconnessione tra oggetti e ora abbiamo davanti a noi l’enorme possibilità di connettere organizzazioni e processi. Per avere un’idea di quanto profonda sia questa trasformazione basti pensare che oltre due miliardi di persone oggi possiedono un dispositivo mobile sofisticato, nei prossimi due anni saranno connessi tramite social network 2,5 miliardi di utenti e saranno collegati 25 miliardi di dispositivi intelligenti.
Grazie alla trasformazione digitale è già in corso nelle Aziende una trasformazione radicale dei processi di business, basata sull’utilizzo delle tecnologie digitali e finalizzata ad un incremento generalizzato di competitività.

In particolare il processo di digitalizzazione del settore manifatturiero è riassunto nell’Industry 4.0 destinata a ridisegnare tutti i processi produttivi, gli impianti, le fabbriche, i prodotti, ma anche i processi di business e le relazioni all’interno delle filiere. E’ una grande opportunità per l’Italia, che ha sempre fondato la propria ricchezza sul settore manifatturiero e produttivo. Ma al tempo stesso corriamo il grosso rischio di perdere competitività se non verrà colta rapidamente questa onda di cambiamento.
L’Internet of things, componente fondamentale dell’Industry 4.0, è alla base anche delle tecnologie che permettono ai robot di “prendere vita”, facendo loro svolgere compiti oggi svolti dagli esseri umani. Si entra quindi nel mondo della robotica e dell’automazione.
Per l’industria manifatturiera, in particolare, vi è uno specifico interesse a sfruttare queste nuove possibilità nell’ambito di una nuova tendenza geoeconomica, che vede un ritorno in occidente di produzioni che si ritenevano per sempre delocalizzate in paesi a basso costo di manodopera. L’obiettivo è quello di ridurre l’incidenza della componente del costo di manodopera a livelli così bassi da non giustificare più le numerose controindicazioni legate alla delocalizzazione. Pensiamo a tutti i problemi legati ai trasporti e alla logistica, alle differenze culturali che impattano drasticamente nelle relazioni, alla protezione dei brevetti e della proprietà intellettuale in genere, al controllo a distanza delle persone.

Tutte queste nuove tecnologie e applicazioni hanno come risultato più eclatante l’aumento vertiginoso della mole di dati che ci troveremo a gestire.
Ma tutti questi dati derivanti dall’automazione in genere (IoT, social, media,…), per trasformarsi in un vero asset per l’azienda ed essere quindi utili alla gestione del business, devono generare valore. E questo è un altro punto fondamentale. Business Intelligence e Analytics diventeranno una componente essenziale del modo di operare dei nostri clienti.
La semplice analisi dei dati storici, verrà via via affiancata da nuovi modelli matematici predittivi (basati su modelli statistici e probabilistici), che aiuteranno le aziende nel gestire al meglio eventi futuri sulla base dell’esperienza del passato, intervenendo sempre più nella riduzione dei costi aziendali.

Un’azienda di produzione, ad esempio, attraverso analisi molto sofisticate dei dati di vendita e produzione passati, potrà costruirsi dei modelli di previsione della domanda. Nuovi modelli produttivi e di relazione con i clienti consentiranno di far coesistere fenomeni apparentemente antitetici. Livelli molto elevati di servizio ai clienti in termini di tempi di consegna, quantità, qualità, flessibilità, ecc., diventeranno sempre più compatibili con l’ottimizzazione dei costi interni a partire da quelli di produzione.

Altro esempio molto sentito, riguarda la manutenzione degli impianti, che costituisce oggi una componente importante dei costi di gestione di un’industria. All’attuale prassi di fermata periodica degli impianti per interventi manutentivi, si sostituiranno nuovi modelli, che, analizzando i numerosissimi dati e segnali provenienti dalle macchine, suggeriranno frequenze e contenuti degli interventi manutentivi minimizzando il rischio di guasti inaspettati o, al contrario di interruzioni della produzione non necessarie

Ma, come avere dati utili e precisi in tempo reale? E qui entrano in gioco diversi fattori, uno dei quali, fondamentale, è la capacità del sistema informativo gestionale di ottenerli, rielaborarli e renderli disponibili in modo che l’imprenditore li possa leggere con estrema facilità. Per questo occorre un Erp (Enterprise Resource Planning) flessibile,scalabile , predittivo e aperto all’integrazione con le innovazioni tecnologiche. Si deve prestare molta attenzione nel momento della scelta nel valutare anche la garanzia che può fornire il produttore dell’ERP in termini di capacità di mantenimento e miglioramento nel tempo del prodotto stesso . E’ un aspetto fondamentale che talvolta viene trascurato .

Sono conscio che molte Aziende sono confuse e perplesse a intraprendere questo percorso, sia perché non si sentono in grado di affrontare da sole un così traumatico momento, sia perché sono spaventate dal costo degli investimenti legati a questo processo di trasformazione.

La burrascosa crescita delle nuove tecnologie farà sì che ai nostri clienti dovremo sempre più proporci come consulenti capaci di guidarli nello scegliere e sfruttare nel modo più adeguato le opportunità, apparentemente disordinate e scoordinate, che l’evoluzione tecnologica sottopone loro.""


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